Cin cin si o no?

Non forse tutti sanno queste due parole hanno origine cinese, derivano da q ng q ng (ch’ing ch’ing), che significa “prego prego”. Usato dai marinai di Canton come forma di saluto cordiale ma scherzoso, associato al buonumore delle bevute, fu poi portato nei porti europei.
Sembra facile, ma le cadute di stile nel frangente “brindisi” sono molto frequenti. Il 90% dei gesti che si compiono normalmente sono infatti “sconsigliati”.

 

REGOLE DEL BRINDISI

1-Chi propone il brindisi deve alzarsi in piedi, attirando così l’attenzione. Ma… picchiettare con una forchetta il calice non è un modo elegante per attirarla!

Porta in alto il bicchiere con la mano destra indicando il destinatario, o i destinatari del brindisi, poi lo riabbassa e pronuncia qualche parola di augurio o di elogio. Nel frattempo è bene che il vino sia già stato servito a tutti, perché non è per nulla piacevole una falsa-partenza, con solo una parte dei calici alzati, mentre i più sfortunati sono ancora allíasciutto.

Il festeggiato, se è seduto, si alzerà solo una volta terminato il discorso, solleverà il bicchiere e ringrazierà.

2-Non si brinda con acqua

No… questo non si fa… non si brinda mai con l’acqua: è pure credenza popolare che porti sfortuna. Come non si brinda mai a bicchiere vuoto e nemmeno alla “propria” salute… si commetterebbe il peccato della superbia.

Quindi, si brinda con qualsiasi altra bevanda e con qualsiasi tipologia di vino.

3- Senza il botto

Stappare una bottiglia di bollicine richiede attenzione, per il rispetto del galateo, ma anche del vino che si sta servendo.

Il botto è sicuramente sinonimo di festa, ma non è elegante. La bottiglia va aperta lentamente, facendole fare un sibilo. Fare il botto libera troppo velocemente la pressione del vino, rovinando la persistenza del perlage.

C’é però una eccezione, in cui il botto è concesso! A San Silvestro, allo scoccare della mezzanotte di Capodanno è concesso, sia dal galateo che dai sommelier, fare il botto! Anzi, doveroso! Perché si dice che sia un rito per scacciare gli spiriti maligni e, comunque, è un botto di allegria, di buon augurio, un suono di festa.

Evitiamo però di colpire l’occhio della suocera o far la doccia agli invitati… stile Formula 1!

 

4) Cin cin? meglio di no

Arriva il momento del brindisi tanto atteso! Si levano i calici e si porgono idealmente verso chi propone il brindisi e poi verso gli altri. Se proprio si vuole si può, seguendo quello che è un rito nordico, guardarsi negli occhi, sorridendo, a suggellare che l’augurio è sincero e… stop!

Per il galateo sarebbe buona cosa fermarsi qui e non far toccare i bicchieri l’un l’altro, in quanto gesto poco elegante, soprattutto quando i commensali sono tanti, perché è inevitabile che quando si inizia con un tocco poi bisogna andare a toccare i bicchieri di tutti, a volte costretti in “sbracciamenti” acrobatici.

Normalmente il brindisi è anche suggellato da una parola specifica… in Italia “cin-cin“, cosa che facciamo, in automatico tutti, ma che il galateo chiederebbe di evitare.

Si alzano i bicchieri e li si sporge metaforicamente, si guardano gli altri commensali e ci si sorride. Basta, non si fa fare sding ai bicchieri, non si rischiano pericolosi incroci, non si tenta di rovesciare in testa il bicchiere allo sfortunato invitato che ci sta accanto perché dobbiamo raggiungere a tutti i costi l’amico dall’altra parte del tavolo.

 

Curiosità

L’origine del brindisi affondano nel medioevo: all’epoca i bicchieri si facevano tintinnare in modo da far cadere qualche goccia dal proprio vino nel bicchiere degli altri commensali per assicurarsi, così, che la bevanda non fosse stata avvelenata. Da allora questo “rito” è diventato un momento di suggello di tutte le feste, le ricorrenze, ha mutato le sue regole fino ad arrivare alle poche, semplici attuali.

 

By |febbraio 5th, 2017|Angolo di Cristina|Commenti disabilitati su Cin cin si o no?

About the Author:

Cristina Conti Parizzi nata il 01-01-1976 a Sesto San Giovanni (Milano) Sposata con Marco Parizzi Mansione: Socia presso Ristorante Parizzi Socia e amministratore delegato di Parizzi Suites&Studio srl Sommelier professionista dal 2002