Una storia lunga 70 anni

Perché non puoi capire una persona, un luogo, un pensiero, senza conoscerne la storia.
la storia è cultura, è conoscenza, è vita.
La nostra parte da lontano, da una guerra che aveva cancellato tutto, vite da reinventare.

Origini

… Dopo la campagna dei Balcani e quella d’Africa, la fine della guerra nel ’46 segna l’inizio di una nuova vita per Pietro Parizzi. La sua casa e i suoi campi distrutti lo costringono come molti altri a emigrare verso la città. Grazie ad una licenza conseguita per meriti di guerra può aprire “Il Tiratardi” in via la Spezia 22, sfruttando la dote naturale della moglie Luigina. I ristoranti erano per lo più all’interno di grandi alberghi e quindi l’osteria era un punto di ritrovo dove ci si recava dopo un giorno di lavoro in fabbrica, ritrovando quei momenti di convivialità che la vita cittadina negava. Al Tiratardi si faceva cucina da asporto, gastronomia, trattoria, si giocava alle carte: diventò presto un punto di ritrovo, aperto 365 giorni l’anno dalla mattina alla sera… le abitudini dei contadini vennero trasferite in città…

1956

…nel 1956 l’attività si trasferì in via Repubblica al 71. Il locale era un lungo corridoio ricavato dalle stalle di un palazzo del ‘500 che fu “fermo di posta”. Nell’affaccio sulla strada c’era la gastronomia, nel retro la saletta: nasce cosi la Cucina Casalinga.
Pochi tavoli, tanti amici, cucina da asporto, salumeria, non mancavano le interminabili partite a briscola e i famosi “bianchini”. I figli Ugo e Luciana aiutavano in sala, in cucina e nelle consegne a domicilio, particolare è come a quei tempi la domenica si vendesse il brodo. Nel 1962 la morte improvvisa di mamma Gina vera anima della famiglia e una ricaduta di malaria di Piero costringono i figli Ugo e Luciana a crescere in fretta e ad occuparsi a tempo pieno dell’attività…

1968

… Nel 1967 Ugo Parizzi incontra Graziella (Lella), e insieme progettano quello che sarà il ristorante Parizzi. L’anno successivo infatti, dopo essersi sposati, ricavano dal cavedio nel retro un’ulteriore sala che gli permette di collegarsi alla palazzina interna. Il ristorante è pronto: i 120 coperti sono divisi in due sale e la gastronomia viene abbandonata per dedicarsi totalmente a quello che fu uno dei primi ristoranti della città.
Ugo organizza l’attività in maniera moderna, assumendo un vero e proprio staff con chef e aiuti cuochi, insieme alle immancabili rezdore; in sala, camerieri in giacca e papillon.
Viene anche intrapresa un’attività di catering, con la quale si aprono le porte della Parma che conta.
Sono gli anni d’oro della ristorazione, di una nazione che sull’onda del boom economico corre a più non posso…

1979-83

…Nel 1980 arriva, inaspettata, la stella da parte della guida Michelin. Esaltato e spronato dall’importante riconoscimento Ugo decide di volgere l’attenzione sempre di più alla qualità: vengono tolti una quarantina di tavoli, si assume nuovo personale qualificato (Giulio Scauri e Cesare Barbieri su tutti) e si progetta il rinnovamento del locale. Nel 1983 sotto la direzione dell’architetto Bertani fu inaugurato un locale moderno, elgante e raffinato, rivolto ad una clientela d’élite. Nello stesso anno Ugo scinde la delegazione di Parma dell’A.I.S. da quella di Piacenza fondando la nuova sede cittadina, della quale rimane delegato per 10 anni. La cantina ed il numero delle etichette presenti sulla carta del ristorante aumenta proporzionalmente fino ad essere premiata come miglior carta dei vini prima di Parma e poi dell’Emilia Romagna. Nel 1990 Ugo e Lella entrano a far parte nell’associazione del Ristorante del Buon Ricordo

1999

… I figli Marco e Daniela fin da piccoli, compatibilmente con gli impegni scolastici, aiutano volentieri i genitori in ristorante, fino a che, dopo il conseguimento del diploma di ragioneria, Marco decide di inserisi nell’azienda a tempo pieno, mentre Daniela continua brillantemente l’Università. Ben presto Marco intuisce che la sua strada passa fra i fornelli. Incomincia così a 19 anni l’apprendistato con lo chef Gino Giulianotti. Il ristorante viene ancora ridotto e la sala al piano superiore convertita in pasticceria; ora i coperti sono una sessantina. La crisi della ristorazione di quegli anni lascia Marco al comando della cucina: si rende subito conto che per ritrovare slancio occorre una rivoluzione partendo proprio dal cuore: la cucina. Non avendo le conoscenze necessarie per attuarla, comincia un periodo di studio e di corsi e, soprattutto vengono assunti chef quali Davide Oldani e, soprattutto, Patrik Massera per ricercare una nuova identità. Patrik rimane una figura fondamentale e determinante per la formazione di Marco, forte di un curriculum che comprendeva fra gli altri Marc Meneau, Roger Vergé, Guatiero Marchesi, Enoteca Pinchiorri. Patrik infonde in Marco una grande conoscenza della cucina classica e moderna, aiutandolo nei due anni successivi a sviluppare le sue doti. Nel 1996 Marco entra a far parte dell’associazione Giovani Ristoratori d’Europa

2000

Nel 1999 il locale viene riammodernato e Ugo decide che è ormai tempo di ritirarsi, lasciando strada a Marco che, ancora coadiuvato dalla madre, viene chiamato nel 2000 a RAI 1 a La Prova del Cuoco di Antonella Clerici. Il successo del programma e del ristorante è enorme, e Marco si svincola definitivamente dal passato glorioso del padre creandosi una propria identità. L’incontro con Cristina nel 2001 è fondamentale: uniti prima dall’amore e poi dalla passione per il proprio lavoro, creano i presupposti per fare del Ristorante Parizzi uno dei locali più conosciuti ed apprezzati del panorama gastronomico nazionale. La passione di Cristina per il vino fa di lei un’eccellente sommelier e la carta dei vini si arricchisce a tal punto da arrivare a 1200 etichette per 10.000 bottiglie. Con la sua naturale eleganza si arriva a organizzare sala e servizio con quel tocco di grazia che solo una donna può avere. Marco liberato dell’incombenza del servizio può dedicarsi completamente alla cucina studiando nuovi piatti.

2005

…nell’agosto 2004 si comincia la preparazione per il rinnovamento integrale del palazzo che durerà alcuni anni. Il primo passo è certamente la cucina che viene resa funzionale e più tecnologica con forni di nuova concezione, piastre a induzione ecc. Rimane il famoso spiedo indispensabile per le cotture delle carne e lo stile leggero ed elegante di Marco. Nel luglio 2005 la nuova idea: nasce il tobago wine food restaurant firmato Marco Parizzi e Costa Group che in sei mesi trasforma un garage in un ambiente innovativo, giovane, soprannominato da alcuni gornalisti come l’osteria del futuro: un locale a tutto tondo, dove si puo bere mangiare, conoscere gente, stare in compagnia. Il primo agosto dello stesso anno comincia la ristrutturazione della sala del ristorante. La lunga preparazione e lo studio di Marco e Cristina insieme all’architetto Andrea Meirana permette ristrutturare trecento metri quadrati in un solo mese. lo sforzo e enorme ma i tempi vengo rispettati e la genialità del progetto di Andrea rende il locale unico nel panorama cittadino e nazionale.

oggi

l’entrata nella prestigiosa associazione de Le Soste che racchiude il gotha del panorama gastronomico nazionale è un motivo di orgoglio immenso, nel 2009 viene ristrutturato il palazzo e costruito un Hotel/residence, struttura in grado di accogliere i clienti ospitarli e servirli a 360 gradi,  nel 2012 viene inaugurata la scuola di cucina, attività complementari, pensate come forse aveva immaginato mia nonna Gina quando, nel lontano 1946, convinse il marito ad intraprendere questo bellissimo lavoro.